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THE LIFE OF MICHAEL ANGELO

Perdo la voce e la riposta mia,
E subito s'arrende il gran desio.

· · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · ·
Tu m'entrasti per gli ochi, ond'io mi spargo

Come grappol d'agresto in un' ampolla,
Che doppo 'l collo crescie, ov'è piu largo.
Cosi I'inmagin tua, che fuor m'inmolla,
Dentro per gli ochi crescie, ond' io m'allargo.
Come pelle ove gonfia la midolla.
Entrando in me per si strecto viaggio,
Che tu mai n'esca, ardir creder non aggio.

("Poems," xxxvi.)


VI

See p. 54, note 2

Com' aro dunque ardire
Senza vo' ma', mio ben, tenermi 'n vita,
S'io non posso al partir chiedervi aita?
Que' singulti e que' pianti e que' sospiri
Che 'l miser core voi accompagnorno.
Madonna, duramente dimostrorno
La mia propinqua morte, e' miei martiri.
Ma se ver è, che per assenzia mai
Mia fedel servitu vadia in obblio,
Il cor lasso con voi, che non è mio.

("Poems," xi.)


VII

See pp. 81 and 82

Per molti, Donna, anzi per mille amanti
Creata fusti e d'angelica forma;
Or par, che 'l ciel si dorma,
S'un sol s'apropria quel ch'è dato a tanti.